La specie, originaria del Nord America, è comparsa da tempo in Italia. La sua diffusione è stata molto rapida, senz'altro favorita dalla notevole adattabilità che ha dimostrato alle nuove condizioni ambientali, e dalla capacità di alimentarsi di svariate piante ospiti, arboree, arbustive ed erbacee (dalle ortiche ai Tigli…).

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Gli stadi giovanili si presentano di colore bianco candido o verde chiaro e sono protetti da abbondanti secrezioni cerose (una sorta di pruina biancastra da cui il nome).

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Gli adulti hanno l'aspetto di cicaline e sono grigiastri; il corpo è lungo 7-8 mm. Questo parassita svolge una sola generazione all'anno e dalla primavera all'autunno gli individui permangono sulle foglie e sui rami sottraendo una notevole quantità di liquidi circolanti alle piante presso cui vivono sotto forma di colonia.

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Le uova svernano al riparo delle screpolature della corteccia. L'attività di nutrizione determina vistosi deperimenti degli organi vegetali, inoltre l'abbondante melata emessa interferisce con l'attività degli organi assimilanti e, colando, imbratta tutto ciò su cui si deposita, con inconvenienti soprattutto negli ambienti urbani. La melata della Metcalfa sembra un buon substrato alimentare per molti impollinatori e per le api, ma il miele con essa prodotto non viene apprezzato per le particolari caratteristiche organolettiche e chimiche. La lotta chimica va effettuata contro gli stadi giovanili, in primavera, con insetticidi specifici largamente reperibili in commercio.

La lotta biologica prevede semplicemente trattamenti con forti getti di acqua fredda contro i giovani esemplari, quando sono protetti da questo nido sericeo. La loro caduta a terra li rende estremamente vulnerabili. Fondamentale è quindi il controllo costante del sito in modo da individuare rapidamente la presenza dell’insetto.
Può essere utile unire all’acqua anche saponi detergenti (soprattutto a base di Potassio o Azoto) ed eventualmente alcool denaturato. Su esemplari adulti è possibile utilizzare insettici da contatto che però pur se considerati biologici, hanno la spiacevole caratteristica di eliminare indistintamente gli insetti che toccano (Piretro naturale, estratti di legno Quassio, Neem).
Interessante è infine il metodo di contrasto attraverso l’introduzione di insetti antagonisti. Gli uccelli insettivori presenti nel nostro areale cominciano ad appetire questo insetto per cui anche da questa azione è auspicabile attendersi una positiva, e naturale, limitazione dell’infestante.

La Metcalfa pruinosa Say, 1830, è un rincote Omottero infestante appartenente alla famiglia delle Flatidae.

Introdotta accidentalmente in Italia nel 1980, quest'insetto d'origine americana ha rapidamente colonizzato l'Italia espandendosi poi anche in Francia, Slovenia e Svizzera. Si nutre di linfa vegetale, di cui digerisce solo la parte proteica, mentre la parte zuccherina, indigesta, viene espulsa sotto forma di melata particolarmente varia ed abbondante che attira diversi imenotteri, tra cui le api che lo trasformano in miele. La sua apparizione è stata un dono per gli apicoltori, ed il miele di melata è l'unico che non prende il nome da una specie vegetale.

Se gli apicoltori sono soddisfatti, non altrettanto lo sono gli agricoltori, poiché Metcalfa pruinosa causa seri danni alle culture, in particolare a causa delle specie fungine, fumaggine, che si sviluppano sulle sostanze zuccherine della melata. La sua diffusione in forte espansione è dovuta alla quasi totale assenza di nemici naturali nel continente europeo. Nei paesi di origine il Neodryinus typhlocybae costituisce un valido fattore di contenimento al punto che in tempi recenti se ne sta considerando l'introduzione per favorire la lotta biologica.

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