La situazione climatica attuale, come chiaramente possiamo tutti noi constatare quotidianamente di persona, è ormai drammaticamente preoccupante.
Diversi elementi contribuiscono pesantemente a generare situazioni di stress tale che, le piante viventi in ambiente fortemente antropizzati, presentano evidenti sintomi di grande sofferenza.

Di seguito sono elencati i principali elementi capaci di generare quegli evidenti segnali di sofferenza con cui ci imbattiamo quotidianamente nei nostri percorsi cittadini, quando osserviamo migliaia di foglie secche alla base degli alberi:

  • le stagioni particolarmente siccitose;
  • il forte irraggiamento solare;
  • i frequenti episodi di forte vento;
  • i frequenti episodi di forti piogge, incapaci di incrementare concretamente la falda;
  • i continui e diffusi lavori che interessano l’apparato radicale, o la pianta in genere, in quanto elemento presente nelle adiacenze alla zona di scavi o di lavori e cantieri in generale;
  • l’aumento delle avversità sia come fenomeni che come durata dell’infestazione;
  • l’introduzione di infestanti esotici verso cui non esistono elementi naturali di contenimento;
  • la povertà del terreno vegetale urbano in sostanze organiche, in capacità di garantire adeguato scambio gassoso con l’esterno, in quantità di spazio disponibile all’esplorazione radicale;
  • la modifica dell’andamento e della capacità delle falde a causa della forte urbanizzazione.

Questa analisi evidenzia ancora una volta la necessità di affrontare in modo organico il tema della gestione del verde.
Se diventa complicato e complesso gestire alberate adulte per le problematiche che le caratterizzano (difetti strutturali, danni alle infrastrutture, vicinanza alle linee di servizi ed alle abitazioni), la gestione di giovani alberate diventa oltremodo impegnativa a causa delle ingenti risorse che la loro cura richiede per periodi estremamente prolungati (in particolare nel periodo del loro impianto per almeno 7 anni ed oltre).

Mancano poi studi, esperienze, valutazioni ed analisi scientificamente avvalorate che siano riferimento per la scelta delle specie più robuste ed adattabili a questa situazione così impegnativa.
La superficie di selciati, strade e marciapiedi  presente alla base degli alberi, oggi, è completamente ricoperta da fogli bruciate dal caldo e da sostanze appiccicose (escrementi prodotti dall’azione trofica dei parassiti). L’aspetto dell’albero manifesta in modo evidente uno stato di grande sofferenza che certamente ha determinato, e determinerà, la morte di decine se non centinaia di piante…
Se non è pensabile affrontare il tema parassiti con interventi chimici convenzionali (in tal senso è utile ricordare come il Comune di Carpi, in tempi ormai lontani, decise con grande lungimiranza di introdurre elementi di lotta biologica nella gestione del verde in Città), occorre individuare od inventare metodi che siano contestualmente innovativi, ecologici e risolutivi.
Occorre quindi tentare un approccio differente nella gestione del verde ma occorre anche investire  sicuramente nuove risorse senza le quali è evidente il rischio di giungere, in relativamente poco tempo, al depauperamento progressivo del patrimonio verde comunale.

Note a cura del Servizio verde pubblico del Comune di Carpi